Il finale è stato entusiasmante. Basta guardare le foto realizzate dai nostri fotografi: Antonio Colucci, Fabio, Luca Gallo. Dal 22  giugno al 25 giugno 2017 l’Elefante Festival ha vissuto la sua seconda e densa settimana.

E così, giovedì 22, presso la Coop Lavoratori Zanardi, il teatro, con la performance Basta volerlo, a cura di Officine Arte TeatroAS, ha mostrato come i lavoratori di una impresa abbiano saputo risollevarne le sorti insieme, oltre la paura e il dolore. Venerdì 23, nell’angolo dell’Antico Macello in cui opera La Mente Comune i  racconti di tante persone si sono composti in una sinfonia spontanea nelle Storie di avanzi (di cibo) del Contame.

Sabato 24, il convegno Luoghi in transizione. Quali risorse per la rigenerazione urbana ha permesso di scoprire l’urgenza ma anche le possibilità di una rigenerazione diffusa, come pure di premiare un progetto selezionato da ASU Padova. E nel pomeriggio, piazza Gasparotto ha ospitato gli audioascolti Le orecchie dell’Elefante curati da Spazi Padovani alla riscoperta di quattro luoghi “perduti” della storia recente di Padova, ma anche il laboratorio sulle risorse per la rigenerazione territoriale GO DEEP!. Per poi vestirsi, la sera, di musica con i suoni a “denominazione ecologica garantita” dei Riciclato musicale, presso il circolo Nadir.

L’ultimo tassello, con il grazie finale di tutti i partner al pubblico e a chi ha sostenuto il progetto, Fondazione Cariparo in testa, è stato domenica 25 giugno, all’Antonianum, che ha ospitato la prima assoluta in Veneto dello spettacolo Blue Revolution. L’economia ai tempi dell’usa e getta.

Ora l’Elefante si è fermato. Ma è sempre in attesa di ripartire.